Recensione

Titolo: Hostel
Regista: Eli Roth, Quentin Tarantino
Genere: Horror, Splatter
Anno di uscita: 2005

Questo film, con la benedizione di Quentin Tarantino che risulta esserne il produttore esecutivo, si può definire un horror-sado-triller-splatter: tutto concentrato in quasi un'ora e mezzo di pellicola.
In questo film non c'è spazio per l'immaginazione: tutto viene visto, tutto viene fatto.
Mutilazioni, sangue, dolori, urla... tutto ciò ti fa sentire dentro al film a tal punto da percepirne l'orrore e la paura.
Ma quello che personalmente mi ha colpito più delle cruente scene presenti nel film è lo sfondo di reale che tutto ciò contiene. Perchè nella realtà, esistono veramente "esseri" disposti a pagare per veder torturare persone casuali, uomini o donne non importa. E se la cronaca ci insegna che i deviati esistono, in questo film ne prendono forma.
Un film dove la violenza è fine a se stessa, dove la trama iniziale della storia (ragazzi in cerca di divertimento che si ritrovano a vivere un incubo) è vista e rivista ma dove non ci si aspetta la cruenza e la paura che la seconda parte del film trasmette.
Non è un film adatto ad uno spettatore occasionale ma sicuramente lascia il segno in chiunque lo vede.

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Trama

Il film racconta la storia di due ragazzi americani, Paxton e Josh, che insieme ad un terzo ragazzo inslandese incontrato durante il viaggio, Oli, decidono di recarsi nell'Est europeo, attirati dalle bellezze non solo del luogo ma, sopratutto, delle ragazze che vi ci abitano: ragazzi in cerca di "emozioni forti". Si trovano così,  ad alloggiare in un Ostello dove stringono amicizia, fin troppo facilmente, con due ragazze locali che però gli apriranno le porte verso un mondo fatto di orrore, dolore,depravazione e torture, facendo emergere il lato più bestiale dell'essere umano.