Recensione

Titolo: Inferno
Regista: Dario Argento
Genere: Horror
Anno di uscita: 1980

"Inferno" è il secondo film che Dario Argento ha dedicato al tema delle Tre Madri, già trattato nel precedente, bellissimo "Suspiria". Ma con questo film si passa da un assassino umano a un'entità soprannaturale che governa e gestisce l'ordine delle morti.
"Gli uomini, cadendo in errore, le chiamano con un unico tremendo nome, ma in principio tre erano le Madri, come tre erano le Sorelle, tre le Muse, tre le Grazie, tre le Parche, tre le Furie. La terra dove le case sono costruite diviene mortifera e pestilenziale, così che gli edifici intorno, e a volte l'intero quartiere, ne maleodorano. Questa è la prima chiave per aprire il loro segreto. Questa è la prima chiave. La seconda chiave per scoprire il venefico segreto delle tre sorelle è occultata nei sotterranei delle loro dimore. Lì troverai l'immagine dell'abitante della casa. Lì è la seconda chiave. La terza è sotto la suola delle tue scarpe. Lì è la terza chiave."
L'unico tremendo nome con il quale vengono di solito chiamate le Tre Madri è MORTE e Varelli, l’architetto che romperà quello che gli alchimisti chiamano "Silentium", metterà nero su bianco l'atroce scelta di costruire per le TRE MADRI le loro dimore dalle quali dominano il mondo seminando dolore, lacrime e tenebre.
Un film che personalmente reputo bello, affascinante, che ti appassiona dall'inizio alla fine.
Saranno le luci cupe e innaturali, gli interni gotici e barocchi surreali, le inquietanti musiche di Keith Emerson, i violenti e sanguinosi omicidi, ma vederlo trasmette piacevolmente angoscia.
Persino la musica di Verdi, Và Pensiero, sembra voler sottolineare la maestosità dell'orrore che si traspira al solo tentare di disturbare la Madre
Il male è dappertutto: nei strani personaggi che abitano il palazzo, nelle stanze buie, nell’odore dolciastro che impregna le strade circostanti e persino negli animali come i gatti e i topi che risulteranno assoggettati al potere maligno
E quello che dovrebbe essere un tranquillo quartiere di NewYork si rivela essere un mondo toccato dalla magia malefica e da ambienti ostili, da vetri rotti, da personaggi enigmatici ed eccentrici, da stanze e sotterranei nascosti.
Con questo film Dario Argento ci trasmette il messaggio che Morte = Inferno, senza vie di scampo o di riscatto. Non solo: morte sempre violenta, sempre dolorosa, come se fosse un castigo meritato.
Vi consiglio assolutamente la visione, magari in una serata buia e tempestosa, mentre fuori dalla finestra si sta scatenando.. l'Inferno.

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Trama

Rose, una ragazza che vive a New York e appassionata di libri antichi e misteriosi, viene in possesso di uno scritto di un certo Ettore Varelli, un architetto dell’Ottocento dedito all’alchimia.
Varelli nel suo libro scrive di aver costruito le dimore per le Tre divinità degli Inferi, le Tre Madri: Madre Sospiriorum, la Madre dei Sospiri con una casa a Friburgo; Madre Lachrimarum, la Madre delle Lacrime, con una casa a Roma e madre Tenebrarum, la Madre delle Tenebre, con una casa a New York.
Dopo aver visitato i sotterranei del suo palazzo Rose si convince che il palazzo dove abita è proprio di covo di Madre Tenebrarum e contatta il fratello Mark per informarlo delle sue paure. La telefonata si interrompe e avendo sentito la sorella molto spaventata, Mark decide di raggiungere la sorella a New York.
Nel palazzo farà la conoscenza di alcuni personaggi decisamente strani: un'arcigna portinaia, la contessa Elise, che proverà ad aiutarlo a ritrovare la sorella e che abita nell'appartamento sopra quello di Rose, e il suo infido maggiordomo …
Riuscirà il fratello a non cadere nelle trappole della Madre delle Tenebre e a sventare la minaccia che incombe su coloro che cercheranno di scoprire la verità?