Recensione

Titolo: The ring
Regista: Gore Verbinski
Genere: Horror, Thriller
Anno di uscita: 2003

The Ring è basato su un film giapponese, Ringu, a sua volta è basato su alcuni romanzi giapponesi
Già nel solo titolo sono contrati tanti significati. The ring: cerchio, squillo. Tutti elementi presenti e fondamentali all’interno del fim
Inizia con una scena abbastanza scontata nei film  horror: due ragazze, sole, si spaventano a vicenda, parlano di una fantomatica videocassetta che porta  alla morte dopo sette giorni averla vista. Una delle due ammette di averla accidentalmente vista  e avviene l’efferato assassinio.
Poi viene trasmessa  la cassetta. Scene in bianco e nero, inquietanti, talvolta incomprensibili che vogliono riassumere la vita della piccola Samara: una scala appoggiata al muro, cavalli morti nell’acqua, donna che si pettina allo specchio e il fondo di un pozzo. E chiunque vede la cassetta muore, orrendamente sfigurato con un volto che rappresenta l’essenza della paura.
Durante la visione del film non si sa da che parte stare:  se da quella di Rachel che, spaventata per aver visto gli effetti mortali su chi visiona la cassetta, cerca disperatamente di trovare la soluzione che elimini definitivamente l’influenza maligna della bambina, o se da quella di Samara, colpevole di avere dei poteri che portano alla morte chiunque la circondi ma che sembra avere una grande voglia di amore e famiglia.
La signora Morgan è già un bel passo avanti nella pazzia e di certo l’arrivo in casa di questa bambina portatrice di disgrazie non fa altro che aumentarla,  portando la donna all’omicidio-suicidio. Ma si parla sempre di una bambina, che è stata gettata all’interno di un pozzo e rinchiusa dentro, che avrà patito paura e sofferenza e che alla fine sembra quasi comprensibile che il suo odio sia arrivato ad un punto tale da arrivare ad uccidere anche lei a sua volta. "Lei non riposa mai. Voleva solo essere ascoltata."
La paura è il perno centrale di tutto il film: quel “Lei ci sente”…. “Tanto lei non dorme mai”…  che mette in allarme qualsiasi azione o pensiero è presente in ogni scena.
Ad un certo punto del fim però ci si chiede: come sono finite le immagini Samara e della madre nella videocassetta? Si potrebbe trattare di un fenomeno noto in parapsicologia, dove i ricordi o le voci dei defunti rimangono impressi in un registratore o in una cassetta, ma è solo una deduzione.
Il male comunque premia chi permette il suo diffondersi, ed in questo film se ne ha la prova.
Ne consiglio la visione ma attenti: se durante il film vi quilla il telefono…. Non rispondete!

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Trama

Due adolescenti sole in casa. Katie e Becca, iniziano a parlare di una strana videocassetta  che a quanto pare, 7 giorni dopo averla vista, porterebbe alla morte. Katie si rende conto di aver visto proprio quella strana videocassetta e proprio sette giorni prima: quella sera lei muore orribilmente e la sua amica Rechel , dopo aver visto il corpo dell’amica, diviene pazza.
Rechel , zia di Katie e giornalista, inizia ad indagare su questa fantomatica videocassetta e, una volta trovata, la guarderà per cercare di risalire alla morte della nipote: per lei da quel momento iniziano i sette giorni. La stessa videocassetta verrà vista erroneamente dal figlioletto di Rebecca, Aidan. Questo spinge Rebecca ad accelerare le sue ricerche per evitare che suo figlio possa restarne ucciso.
Così, dalle immagini mostrate di un faro, Rechel  arriva a risalire al luogo da cui la cassetta ha avuto origine e al legame con una bambina, Samara, che tanti anni prima era stata adottata dai Morgan.Le indagini di Rebecca portano alla scioccante scoperta che la signora Morgan,  una volta scoperti i poteri di Samara di causare sciagure a chi le stava attorno, aveva tentato di soffocare e buttato Samara dentro ad un pozzo la quale sopravvisse sette giorni prima di morire.
Rechel, con l’aiuto di Noah, suo ex fidanzato, riesce a scoprire il corpo di Samara e pensa che al maledizione sia così finita. Ma non sarà cosi…. Il male si deve espandere...