Recensione

Titolo: Il castello di Otranto
Autore: Horace Walpole

Genere: Gotico
Anno di uscita: 1764

Il Castello di Otranto è un romanzo di Horace Walpole del 1764 ed è considerato il primo romanzo gotico. La sua prima edizione si presentava come la traduzione di un manoscritto stampato a Napoli n el 1529. Nelle edizioni successive Walpole si rivela l'autore del romanzo.
La storia è ambientata nel XII secolo e si sviluppa tra il castello di Otranto, la vicina abbazia e la foresta circostante.
Il romanzo parla di un barone tirannico, dei suoi intrighi, di prodigi e apparizioni, di eventi soprannaturali e fantasmi, di vendette e antiche profezie, dove tutti i personaggi si comportano come chiunque altro farebbe nella loro situazione. Questi sono i temi presenti che fanno pensare quasi ad un romanzo "Cavalleresco" ma che è arrichito da un fascino tenebroso e da apparizioni grottesche
E' un libro facile da leggere, nonostante si parli un italiano antico. E' facile ritrovarsi immersi nell'ambiente, immedesimarsi nei personaggi, nelle loro paure, pensieri e credenze. Gli eventi, i misteri, le paure si susseguono senza far calare mai l'attenzione grazie alla semplicità dei personaggi.
Un buon punto di partenza per chi volesse approfondire il genere gotico e conoscerlo meglio.

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Trama

Tutto parte da una profezia: "Il castello e la signorìa d'Otranto sarebbero venuti a mancare all'attuale famiglia quando l'autentico possessore fosse diventato troppo grande per abitarvi".
Manfredi, principe d'Otranto, ha due figli:Matilde e Corrado, il suo prediletto. Corrado avrebbe dovuto sposare Isabella ma il giorno delle nozze muore schiacciato da un enorme elmo identico a quello della stqatua si Alfonso, precedente prioncipe della signoria d'Otranto.
Manfredi, a poche ore dall'inspiegabile tragedia, volendo un erede maschio che non riesc ad avere dalla moglie Ippolita, pretende di sposare Isabella con l'0intenzione di divorziare dalla moglie. Mentre Isabella fugge, Manfredi vede lo spettro di un suo antenato, come fosse un segno di ammonimento alle sue intenzioni.
Manfredi scopre che Isabella, con l'aiuto di un ragazzo di nome Teodoro, si è rifugiata in convento. Continuano le strane apparizioni: i domestici, in cerca diisabella, riferiscono aver visto enormi braccia e gambe, come se ci fosse stato un gigante nel castello.
Ma Manfredi non si fa intimidire dalle apparizioni e non appena scopre che Teodoro ha aiutato Isabella a fuggire, lo condanna a morte e chiede a Padre Girolamo di confessare il condannato ma, quasi per caso, il prete scopre che il ragazzo è il suo figlio dato per morto e ne chiede la grazia.
Il giorno successivo arriva al castello Federico, padre di Isabella, per riportare la figlia a casa e ottenere la signoria di Otranto. Manfredi, freddo calcolatore, propone a Federico un accordo: gli avrebbe consesso in sposa sua figlia Matilde e in cambio lui avrebbe sposato Isabella. Federico in un primo momento sembra acconsentire all'accordo, colpito dalla bellezza di Matilde ma ecco nuovamente l'intervento soprannaturale di un spettro che lo spinge a cambiare idea. Manfredi, inferocito dal cambio di situazione, si reca al convento e non appena vede Teodoro con una donna, pensando che si potesse trattare di Isabella, la pugnala, in preda alla gelosia. Si salverà la bella fanciulla? Sarà veramente Isabella? Riuscirà Manfredi a scongiurare la profezia?