Recensione

Titolo: Rosemary's baby
Autore: Ira Levin

Genere: Horror
Anno di uscita: 1967

Questo libro provoca un malessere psicologico dove non si vedono spiriti o demoni o presenze: il vero orrore arriva dall’uomo stesso.
Poche descrizioni e molti dialoghi rendono interessante e scorrevole la lettura.
Rosemary aspetta un bambino ma non sa di essere attorniata da un mondo di streghe, di adoratori di Satana, di pozioni e tutte le persone che le stanno attorno, dai vicini, al marito, al dottore che la segue, sembrano volerle male, non si può fidare di nessuno proprio in un momento in cui ha bisogno del sostegno di altri.
E se già chi è in gravidanza ha le sue paure e i suoi terrori, rendersi conto che persino chi dovrebbe proteggerti e aiutarti è invece dalla parte del “cattivo”,  che tutti mirano a prendersi ciò che cresce dentro di te, è questo il vero orrore trasmesso dal libro.
Rosemary arriverà a dover dubitare di qualsiasi sorriso, carezza o gesto di aiuto: è sola e può contare solo sul suo “bambino” perché dietro ad ogni gesto di bene si nasconde il male.
Quando riuscirà a vederlo, sarà troppo tardi. Emergerà la ragione e la moralità o la voglia di essere madre ad ogni costo?
Nonostante i suoi quasi cinquant’anni, questo racconto riesce comunque a trasmettere l’angoscia di chi desidera essere madre ma che deve affrontare incubi al di là di ogni immaginazione.

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Trama

Una giovane coppia, Guy e Rosemary, si trasferiscono in un nuovo appartamento a New York. Fanno da subito amicizia con degli anziani vicini che dimostrano essere cordiali e disponibili.
Ma la coppia, coronato il sogno di avere una bella casa, vorrebbe adesso completare il tutto con la prospettiva di un bambino. Così il marito, Guy, fa un patto con il diavolo permettendo di ingravidare Rosemary ottenendo in cambio la possibilità di diventare un famoso attore.
Durante la gravidanza Rosemary ha strani incubi e il marito si va allontanando sempre più dalla moglie ma, in cambio, i vicini si dimostrano essere sempre presenti. Rosemary stessa inizia ad avere dubbi e paure, sul marito, sui vicini. Arriva il momento del parto ma le viene detto che purtroppo il bambino è nato morto. Sarebbe meglio che fosse vero?